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Giudicare un album dalla copertina: marketing e grafica nella musica

Giudicare un album dalla copertina: marketing e grafica nella musica

Grafica e musica

Quante volte siamo rimasti a bocca aperta davanti ad un artwork di un album?
Marketing e grafica si intrecciano per dare vita a quello che è il processo creativo di un album musicale.
Se è vero che l’abito non fa il monaco, è anche vero che una particolare grafica spesso rispecchia una determinata strategia di marketing per l’album in questione. 
Nella nostra (personalissima e senza pretese) lista vedremo come l’artwork abbia spesso influenzato le sorti dell’album e come rispecchi strategie di marketing precise che mirano al proprio target di riferimento.

Artwork e musica: le cover che hanno fatto la storia

Yeezus (2003)

È stato così per Kanye West. Il re del rap americano nel 2003 ha pubblicato Yeezus, il suo sesto debutto discografico. L’album segnò una svolta nella carriera del rapper dal punto di vista musicale, portando molti a definire l’album come “il più sperimentale e musicalmente abrasivo” tra i suoi dischi. L’artwork fu una vera e propria provocazione. Kanye, infatti, pubblicò l’album senza alcuna grafica, ma presentando solo un cd trasparente. Per un album irriverente, una cover altrettanto polemica.

Nevermind (1991)

Non si può non parlare di album musicali senza menzionare il famoso bambino nella cover dei Nirvana. Tanto più che proprio di recente il bambino in questione ha deciso di denunciare la band per uso improprio e non concesso di immagini personali. Un album con una storia controversa a partire dalla sua cover. Al secondo posto, quindi, non poteva non esserci Nevermind dei Nirvana.

The Queen is Dead (1986)

Gli inglesi sono sempre stati molto avanguardisti. L'album dei The Smith, storica band inglese dell'alternative rock, sconvolse il mondo musicale (britannico per lo meno) con il loro album The Queen is Dead, un grido contro una società dei media sempre più disumana. Senso dell'umorismo anche nell'artwork: l'attore Alain Delon dal film "Il ribelle di Algeri" del 1964.

A casa tutto bene (2017)

A seguire nella nostra classifica arriva Brunori Sas. Non avrà fatto la storia della musica italiana e sicuramente ci sono state artwork più brillanti che vi invitiamo a suggerirci. Ma la copertina dell’album “A casa tutto bene”, la quarta fatica del cantautore italiano, è un esempio di grafica semplice e geometrica che lascia un segno per la sua eleganza. E a noi piace.

Unknown Pleasures (1979)

Non si può non citare l’album Unknown Pleasures dei Joy Division. L’artwork disegnato da Peter Saville ha fatto letteralmente storia della grafica musicale. La rappresentazione grafica di un’onda radio di una stella pulsante, la B1919+21, la prima stella pulsante scoperta. Geniale.

The Velvet Underground and Nico (1967)

Dopo l’astronomia torniamo a parlare di arte, con la famosissima banana di Andy Wharol comparsa sull’album dei The Velvet Underground. L’esponente più famoso della pop art era un sostenitore della band tanto da diventare loro manager e aiutarli a trovare il successo di cui poi hanno goduto. L’album in questione è The Velvet Underground and Nico e, sebbene al momento dell’uscita l’album non ha avuto il successo sperato causa alcune complicanze legali, l’artwork è diventato uno dei più famosi.

To Pimp A Butterfly (2015)

Nel 2015 Obama lo definì il suo album preferito. “To Pimp a Butterfly” è un retaggio di tutta la storia afroamericana. Incorpora dal funk al rap, fino al jazz, sperimentando tra i generi e creando un prodotto musicale unico. Kendrick Lamar omaggia la sua cultura anche nella grafica dell’album, che non ha bisogno di spiegazioni. Un gruppo di afroamericani con mazzette di soldi in mano davanti al Campidoglio. Storia di un' America in declino.

Pablo Honey (1993)

L’album di debutto dei Radiohead “Pablo Honey” li ha resi una delle rock band inglesi più famose al mondo. L’artwork è opera di Lisa Bunny Jones e figura la faccia di un bambino all’interno di un fiore giallo. Irriverente e dissacrante come il titolo dell’album preso da uno sketch dei Jerky Boys, un gruppo di comici americani, la grafica è in perfetto stile inglese: senso dell’umorismo nero.

Marked for Death (2016)

Concludiamo la nostra breve classifica con Emma Ruth Rundle. Marked for Death, un’elegia dalle note dark. L’album cover è semplice, con Emma nel candore della sua intimità che guarda in camera. Un' immagine intima per un album altrettanto intimo.

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