Psicologia del web: ci si può difendere da noi stessi?

Psicologia del web: ci si può difendere da noi stessi?

Psicologia del web: ci si può difendere da noi stessi?

Quanto siamo davvero influenzati sul web

Gli studio di psicologia applicata al web hanno ormai preso il sopravvento negli scaffali delle librerie (fisiche e virtuali) di tutto il mondo.

Analizzare il comportamento dell’utente sul web ha portato allo sviluppo di molte discipline diverse, come la user experience o il neuromarketing.

Tutte discipline che mettono l’enfasi sul comportamento dell’utente e analizzano possibili scenari che possano portare al “buyer’s journey” ideale.

Per chi ha visto il documentario targato Netflix “The social dilemma, sarà sicuramente stato portato in seguito ad adottare misure più consapevoli durante la navigazione e la fruizione delle piattaforme social.

In effetti, siamo proprio noi a suggerire ai motori di ricerca e ad i canali di social media le nostre preferenze, inclinazioni e abitudini.  

La domanda sorge spontanea, allora: è possibile, in un’era in cui la privacy è diventata un concetto talmente effimero da dover necessitare di leggi regolatore sovranazionali, riuscire a superare i propri bias cognitivi  e fare scelte ponderate sul web?

Effetto alone: cos'è e come influenza la psicologia del web?

In psicologia sociale si parla di effetto alone, ovvero la tenedenza dell’uomo di prendere decisioni in base a pregiudizi e lasciare che queste impressioni influenzino poi le successive. Una specie di reazione a catena di impressioni spesso pregiudizievoli.

È stato dimostrato come l’effetto alone si possa tranquillamente applicare anche sul comportamento degli utenti sul web.

In uno studio condotto dal Nielsen Norman Group, si è visto come utenti che avevano giudicato favorevolmente la visual/design di un sito web erano portati a valutare in maniera positiva anche la sua usabilità, nonostante il sito non fosse user friendly.

Prendere decisioni informate è quindi spesso molto difficile. Il nostro cervello ha adottato misure di difesa e meccanismi autoregolatori che ci aiutano a minimizzare i nostri sforzi e quindi ad adottare comportamenti spesso in discordanza tra loro.

Nel marketing questo si traduce in tutte quelle pratiche di analisi e tracciamento del comportamento dell’utente che informano i professionisti del web conoscono bene e che usano per impostare le proprie strategie di marketing.

Il nostro consiglio?

Cercare di navigare su internet armati di consapevolezza. Se vi piace un prodotto non fermatevi subito all’acquistarlo, ma informatevi più a fondo su dove viene prodotto, che pratica l’azienda usa etc…

Magari nella vostra “buyer’s journey” incontrerete prodotti simili (ovviamente suggeriti dal motore di ricerca in base alla conoscenza del vostro comportamento) e mettendoli a confronto riuscirete a fare un acquisto più informato.

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