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Piccola guida all’algoritmo di Facebook

Piccola guida all’algoritmo di Facebook

Come funziona l’algoritmo di facebook e perché ci deve importare.

In seguito alla scia di dubbi e domande che si è lasciata dietro l’inchiesta sui Facebook Papers, abbiamo pensato di fare un po’ di chiarezza e ordine per cercare di capire come funziona l’algoritmo di Facebook.

Tutti ci siamo chiesti almeno una volta perché facebook mostra a me una cosa e a te un’altra. La piattaforma di Zuckerberg si basa su un calcolo matematico, un algoritmo appunto, il cui scopo è proprio questo: mostrarti del contenuto che più facilmente ti potrà piacere, soddisfando così la tua domanda di utente.

Per soddisfare questa tua richiesta, ci sono ovviamente dei parametri di cui l’algoritmo deve tenere conto:

  1. L’obiettivo dell’azienda di Cupertino è di ottenere SEMPRE una tua reazione.

Qui l’incipit di quello che è stato definito il nuovo facebook-gate, ovvero i leaks dei facebook papers a cui vi rimandiamo all’articolo del Post per maggiori approfondimenti

        2. Il tempo diventa relativo quando quello che tu vedi non è uguale a quello che vedo io. Il QUANDO diventa meno rilevante, mentre aumenta il concetto di COSA vedere. In base a questo facebook costrusce ogni giorno feed su misura in base ai gusti dell’utente.

L’algoritmo di facebok altro non è che “il modo in cui la piattaforma decide CHE post spingere nel tuo feed e QUANDO.

Come decide cosa mostrarti?

  • Fa un inventario, ovvero scorre tutte le news e i post e poi sceglie i più pertinenti per te.
  • Predilige azioni forti (engagement, relazioni, tipo di contenuto, novità) rispetto a quelle più deboli (likes etc…).
  • Predige quali sponsorizzate spingere e quali news farti vedere nel feed in base al SUO ranking.
  • Attribuisce un punteggio in base a tutte queste metriche.

Ora che abbiamo tutte queste informazioni, cosa cambia?

La verità è non molto se sei un utente normale di Facebook. La maggior parte di chi usa facebook a livello personale rimane inerme di fronte a scelte non sue.

Sebbene facebook abbia messo a disposizione alcuni strumenti per poter filtrare il contenuto, la scelta, comunque la si voglia vedere, appare sempre molto limitata ad azioni che vanno ad incidere sul nostro libero arbitrio.

Nuove funzioni messe a disposizioni da facebook per gli utenti: 

Facebook ha deciso di dare la possibilità agli utenti di scegliere tra:

  1. I contenuti organizzati secondo il ranking dell’algoritmo
  2. I post più recenti
  3. Le novità dai vostri amici più stretti

 

Molto diversa è la situazione per i marketers che, invece, devono imparare a navigare in queste acque torbide.

Ma come?

Sappiamo già che l’algoritmo di facebook favorisce un’inserzione piuttosto che un’ altra in base a :

  1. Budget
  2. Obiettivo
  3. Target
  4. Creatività

Secondo questi parametri facebook decide se la tua inserzione è più o meno vincente.

Come si costruisce allora una buona campagna?

  1. Evita post troppo pubblicitari. Facebook se ne accorge e ti penalizza.
  2. Coinvolgi il tuo audience. Rispondi ai messaggi e commenti. Fatti vedere parte attiva.
  3. Fai in modo che gli utenti del tuo pubblico interagiscano tra di loro.
  4. Spingi la “advocacy” dei tuoi dipendenti. Se vuoi creare una comunità intorno al tuo brand, comincia dal basso e con le persone che già ne fanno parte.
  5. Punta alle reazioni e commenti più che ai likes. Le reazioni sono azioni forti e facebook ne tiene conto.
  6. Prediligi comunque le novità e i post più recenti. Aiutano facebook nell’attribuire punteggio alla tua inserzione.
  7. Pubblica più storie su facebook (le cosiddette stories).
  8. Crea gruppi facebook dove poter coinvolgere gli utenti.
  9. Supporta il traffico organico con le ads a pagamento. Il traffico organico di un post è stimato solo a 5,2% dell’intero traffico.

Conclusioni

Farsi largo tra i vari parametri decisi dall’algoritmo di facebook non è facile. Sebbene ti faccia credere che il successo sia una questione matematica, intercettare le giuste variabili e il gusto del tuo target di riferimento non lo è di certo.

L’unica certezza è che tra dibattiti sull’etica del libero arbitrio e del libero mercato la confusione rimane tanta.

Bisogna ragionare che facebook è prima di tutto un’azienda che deve fatturare, perciò la nostra libertà verrà sempre dopo gli interessi economici. Questo non deve, però, impedirci di avere un sguardo più critico sulle azioni che eseguiamo ogni giorno sulla piattaforma, per non lasciarci governare del tutto dalle leggi matematiche imposte da facebook.

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